Novità e tassi
La BCE alza i tassi al 2,50%: cosa cambia per chi chiede un mutuo a Milano

Tassi mutui settembre 2026: il contesto è molto diverso da quello di inizio anno. Il 10 settembre la Banca centrale europea ha alzato di 25 punti base i tre tassi di riferimento: dal 16 settembre il tasso sui depositi è al 2,50%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,65% e quello sulle operazioni marginali al 2,90%. È il secondo rialzo dell’anno, dopo quello di giugno.
In ufficio la domanda è sempre la stessa: “Devo aspettare? Devo correre?” Prima di rispondere, conviene mettere in fila i fatti.
Perché la BCE ha alzato i tassi
Il motivo principale è l’inflazione. Ad agosto nell’area euro è risalita al 3,3%, il livello più alto da settembre 2023, spinta soprattutto dal rincaro di gas e petrolio legato al conflitto in Medio Oriente. La decisione è stata presa all’unanimità e i mercati la davano quasi per certa. Christine Lagarde non si è impegnata sulle prossime mosse: le decisioni verranno prese riunione per riunione. Diversi analisti, però, considerano probabile un altro ritocco entro fine anno.
Cosa succede all’Euribor e all’IRS
Per chi ha o sta chiedendo un mutuo, i numeri che contano non sono direttamente quelli della BCE, ma i due parametri su cui le banche costruiscono i tassi:
- Euribor, usato per i mutui a tasso variabile. Il 16 settembre l’Euribor a 3 mesi era al 2,66% circa, quello a 1 mese al 2,45%.
- IRS (o Eurirs), usato per i mutui a tasso fisso. Sempre al 16 settembre, l’IRS a 20 anni era al 3,61%, quello a 25 anni al 3,54% e quello a 30 anni al 3,46%.
L’IRS si muove sulle aspettative dei mercati, quindi buona parte del rialzo era già stata “anticipata” nelle settimane precedenti. Per questo i fissi erano già saliti prima della riunione del 10 settembre.
Cosa cambia sulla rata
Facciamo un esempio semplice, con numeri ipotetici. Su un mutuo da 200.000 euro in 30 anni, passare da un tasso del 2,9% a uno del 3,2% porta la rata da circa 832 a circa 865 euro al mese. Sono 33 euro al mese, poco meno di 400 euro l’anno. Non è una cifra che cambia la vita, ma su trent’anni pesa, e soprattutto può spostare il rapporto tra rata e reddito che la banca guarda per dire sì o no.
Chi ha già un variabile senza tetto massimo vedrà la rata adeguarsi alle prossime rilevazioni dell’Euribor. Chi ha un fisso non vede cambiare nulla.
Aspettare conviene?
Nessuno sa dove saranno i tassi tra sei mesi, e diffidiamo di chi dice il contrario. Due considerazioni pratiche, però:
- a Milano i prezzi delle case non stanno scendendo: nel primo semestre 2026 sono cresciuti di circa l’1% secondo FIMAA Milano Lodi Monza Brianza. Aspettare un tasso più basso può voler dire pagare di più la casa;
- il tasso di partenza non è per sempre. Con la surroga, che per legge non costa nulla al cliente, il mutuo si può spostare in un’altra banca se in futuro le condizioni migliorano.
La domanda utile quindi non è “quando scenderanno i tassi”, ma “questa rata la reggo oggi, anche se dovesse salire un po’?”. Ne parliamo più a fondo nell’articolo su cosa fa una consulenza mutui a Milano.
Cosa fare adesso se state comprando
Se avete già una proposta firmata o in arrivo, conviene chiedere subito più preventivi, perché le banche aggiornano i listini in tempi diversi e in questa fase le differenze tra un istituto e l’altro si allargano. Se invece siete all’inizio, conviene rifare il calcolo del budget con i tassi di oggi e non con quelli visti sui siti a gennaio.
Le decisioni e i comunicati ufficiali si trovano sul sito della BCE. Se volete capire come il rialzo cambia la vostra situazione, l’ufficio Kìron di Via Brunico fa il conto con voi in una telefonata: lasciate il numero qui.
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. Le condizioni dei finanziamenti sono quelle indicate nei fogli informativi delle banche, disponibili nella sezione Trasparenza. La concessione del mutuo resta soggetta alla valutazione della banca. Dati di mercato aggiornati a metà settembre 2026.
